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Il fascino che il teatro di strada esercita su chi crea immagini è fortissimo, ed io l’ho vissuto in prima persona in questi 18 anni che ho fotografato il festival di Mercantia per il catalogo annuale. Da una parte si devono affrontare le difficoltà di ripresa, come la poca luce, o il movimento spesso molto veloce dell’azione degli artisti, o come la folla che si assiepa intorno agli spettacoli e non permette di raggiungere un punto di vista favorevole. D’altra parte, queste stesse difficoltà possono diventare un fertile terreno per la propria creatività, che si trova costretta a risolvere in ogni momento problemi tecnici ed espressivi nuovi ed inaspettati. Il fotografo deve lasciarsi catturare dall’energia degli artisti.

Nel mio lavoro di fotografo di scena, sia per il teatro sia per la danza, il mio obiettivo ha sempre cercato di trovare il rapporto tra il "performer" e lo spazio circostante, la scenografia, il palco, le luci; nel fotografare gli artisti a Mercantia sono andato a cercare la scenografia naturale costituita dalle case e dalle strade, dalle luci sfuggenti della notte, dal pubblico che si assiepa attorno agli artisti, cammina, si ferma, guarda, partecipa.

Nelle mie immagini cerco di rendere il movimento in atto, e fermare quei momenti nei quali l’energia dell’artista esprime al massimo grado le sue qualità e che riescono a sintetizzare lo spettacolo. E' una sfida alla ricerca di una foto capace di imprigionare la molteplicità di uno spettacolo in una immagine che sappia raccontare e comunicare, e che riesca a costringere un fuoco, un paio di trampoli, la risata di un clown, lo strisciare di un lungo serpente in un complesso equilibrio significante.