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Circumnavigando

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Genova
www.circumnavigando.com
Intervista di Monica Forti a Boris Vecchio, direttore artistico

Giunto al nono anno di vita nonostante l'assottigliarsi del budget 2009, e fedele alla scelta che ne ha distinto l'attività in tutti questi anni, l'Ass. Sarabanda ha puntato sulla qualità degli spettacoli, mantenendo l'attenzione sul circo contemporaneo internazionale, il teatro e i nuovi talenti circensi. “Ci siamo concentrati sul cirque noveau e l'aspetto teatrale. Circumnavigando valorizza il teatro di strada, ma anche quello messo in scena in luoghi chiusi, diversi dai teatri stabili dai quali troppo spesso vengono escluse le novità” spiega Boris Vecchio, direttore artistico del festival. Questa edizione della manifestazione ha salutato “Fanculopensiero – stanza 510”, ispirato al libro di Maksim Cristan e interpretato dal bravo attore salentino Ippolito Chiarello, con rinnovato interesse per la ricerca artistica: “Ho molto apprezzato il lavoro di Chiarello ineccepibile in strada, dove ha venduto lo spettacolo al dettaglio, quanto nella sala chiusa di Palazzo Ducale. E' bravo, provocatorio e innovativo come ritengo debbano essere gli artisti per toccare e sorprendere il pubblico, per rompere schemi ormai  autoreferenziali e sorpassati”. In poche parole: i luoghi non consacrano l'arte, piuttosto il contrario. E di arte, tecnica, creatività e ricerca se ne è vista davvero parecchia nel cortile di Palazzo Ducale, dove sono andate in scena le perfomance di compagnie e artisti di differenti Paesi. Dalla bella favola noir del Principio Attivo Teatro intitolata “Storia di un uomo e della sua ombra – Mannaggia a'morte”, un cartone animato live interpretato da Giuseppe Semeraro e Dario Casadei con un superbo commento sonoro per chitarra di Raffafele Vasquez, alla poesia di “Historieta de un abrazo”, incontro surreale tra un ragazzo e una ragazza in quattro atti della Compagnia Dromosofista, fino alle acrobazie con la Rue Cyr di Francesco Sgrò, alle performance di Ulik, l'uomo macchina, dei PassparCirque, compagnia nata nel 2009 da un progetto italo-francese di valorizzazione delle arti circensi, allo show del duo della Scuola di Cirko Vertigo di Torino.
“La creatività è al centro di ogni proposta presentata al festival, che tra i suoi obiettivi vanta quello di mescolare le singole discipline e favorire la circolazione delle arti. La collaborazione con la Scuola di Cirko Vertigo di Torino e il progetto PassparCirque”, spiega Boris, “nasce infatti dalla volontà di predisporre una tournèe con una giovane formazione di circo. Abbiamo poi presentato un mio lavoro, Studio Tnl, nostra produzione e rivistazione dello spettacolo messo in scena per il Festival della Scienza, che ha visto impegnati Julia Franca e Julio do Nascimento della Scuola di Circo di Rio de Janiero. Sono due promettenti acrobati e si sono impegnati moltissimo per la buona riuscita dello spettacolo”.  Circumnavigando valorizza il talento di giovani allievi e professionisti: “Apprezzo particolarmente l'orginalità di Rugiada e Facundo della Compagnia Dromosofista, i loro spettacoli sono l'espressione del teatro di strada italiano. Una sorta di continuità nella tradizione, arricchita però da elementi moderni. Contemporanei, di grande impatto visivo e 'figli' di una grande compagnia, sono anche i due funamboli di Les Colporteurs,  progetto di cui fanno parte numerosi artisti impegnati in grandi produzioni per chapiteau, ma anche in spettacoli adatti agli spazi aperti come quello rappresentato al festival”.   
Il funambolo Florent Blondeu ha 29 anni,  ha frequentato il Cnac (Centre National des Arts du Cirque) e da quattro anni lavora con Les Colporteurs, compagnia nata in Francia nel 1996 da un'idea dei funamboli Antoine Rigot e Agathe Olivier. Tra un esercizio di riscaldamento e l'altro, Florent si prepara insieme alla sua partner ed ex compagna di corso, la finlandese Sonja Kosonen, 28 anni, per “Tarina”, uno dei due atti di “Les Etoiles”,  messa in scena di Antoine Rigot, con le musiche e la regia di Stéphane Comon e la scenografia di Patrick Vindimian. Venti minuti di poesia e virtuosismo sul filo molto apprezzati dal pubblico. Entrambi gli artisti sfoggiano una tecnica eccellente, supportata da una scenografia essenziale ma di grande effetto, che dà spessore ad una storia antica e sempre attuale: il rapporto uomo-donna. “Per noi”, spiega Florent, “è solo l'incontro tra un ragazzo e una ragazza. E' il pubblico a leggervi il significato che più gli piace”. Nel guardare quei passi intrecciati sul filo, i piedi di lei che si insinuano tra quelli di lui, gli abbracci, la lotta e gli inseguimenti lungo una struttura tridimensionale dai piani sfalsati, è difficile non pensare agli impegnativi equilibri della vita di coppia. Tanto più quando il commento musicale sottolinea le “cadute” e le “risalite” di un incontro. Tarina è uno spettacolo leggero, studiato in ogni minimo dettaglio, frutto di una ricerca nella quale si mescolano con successo tecniche circensi, discipline teatrali, creazioni musicali e scenografiche. “Ci sono volute diverse settimane e la stretta collaborazione degli artisti per creare una struttura adatta allo spettacolo”, spiega Patrick Vindimian, che oltre ad essersi occupato della scenografia ha costruito il bellissimo snodo di fili e tubi di acciaio sul quale i funamboli passeggiano e saltano da un cavo all'altro con la leggerezza di chi ha fatto dell'equilibrio il proprio mestiere. “Abbiamo lavorato sulla prospettiva”, conclude Patrick,  “e ne è uscita una struttura leggera che non ha bisogno di essere ancorata al suolo e risponde alle esigenze degli artisti”. E il risultato si vede.