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Teatro a Corte

Teatro a Corte

residenze sabaude del Piemonte
luglio
http://teatroacorte.it
presentazione di Beppe Navello, Direttore Fondazione Teatro Piemonte Europa

Nato con il millennio, il Festival celebra quest’anno il decimo compleanno: traguardo importante che merita qualche brindisi speciale, come un libro che sappia raccontare questo lungo percorso, incontro di popoli, lingue, generi, meticciati diversi e variopinti. Intanto, anche l’edizione del decennale conferma le nostre linee guida: otto paesi europei, il gusto consueto per i confini delle forme e la contaminazione dei linguaggi, spettacoli costruiti in situ e pensati per le dimore sabaude. Grandi appuntamenti con creatori originali e innovativi (Genty, Boitel, Blanca Li, Dame de Pic, Mastrella-Rezza); uno spazio amplissimo alla danza, a Torino e ad Agliè; installazioni e performance soprattutto nei luoghi, come Rivoli, dove il nostro far teatro dialoga intensamente con l’arte contemporanea o in quelli, come Torino, dove abbiamo chiesto a due inventivi artisti/architetti di allestire e spettacolarizzare il cuore del Festival, il suo centro di accoglienza per il pubblico, i giornalisti di tutto il mondo, gli operatori e le compagnie ospiti. Ci accompagna la riflessione che è nata con Teatro a Corte: se sia giusto trasformare i siti del Festival dai musei che sono diventati per noi, in luoghi esaltati dallo sguardo nuovo e vivificante degli spettacoli, come accadeva in passato. Un’implicita risposta al dibattito eterno che nel nostro Paese ci interroga sul senso della spesa per i beni culturali e in particolare per le attività, effimere e dunque sempre in odore di spreco colpevole: ma se ci riportano all’uso primigenio che in origine il teatro faceva dei luoghi regali, scenografie per le visioni di Buontalenti, di Brunelleschi, di Molière e Lulli?
Ci saranno molte sorprese: per prima, una vetrina di teatro belga, in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International e il Ministero della Cultura di quel Paese che a luglio inaugurerà il proprio semestre di Presidenza dell’Unione e del quale vogliamo sottolineare la vocazione al mecenatismo culturale e al sostegno di artisti stranieri. Da anni i teatranti belgi sono sempre presenti nei nostri cartelloni e quest’anno vogliamo che siano di più, offrendo al nostro pubblico una panoramica a tutto campo dello spettacolo dal vivo vallone e fiammingo.
Presenteremo inoltre una serie di creazioni italo-francesi prodotte nell’ambito del progetto europeo Alcotra che condividiamo con il teatro di Gap: un laboratorio di Commedia dell’Arte, curato da Eugenio Allegri, sul tema del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia; un altro, sul costume in teatro attraverso testi italiani e francesi, curato da Jean-Claude Penchenat; e infine la prima assoluta di un testo inedito su Goldoni di Eugène Durif, Dette d’amour, per la mia regia. Con il Festival delle Colline Torinesi si consolida l’amicizia e l’alleanza, soprattutto esercitata verso la valorizzazione della creatività territoriale e degli interscambi con la Francia.
Ancora, una novità: dopo Agliè, Druento, Moncalieri, Pollenzo, Rivoli, Santena, Venaria Reale e le dimore torinesi, un nuovo castello sarà toccato dal Festival, la tenuta di Casotto a Garessio, vicino al confine con la Liguria; un arricchimento ulteriore ma anche un impegno organizzativo e tecnico che aumenta considerevolmente. E poi, delle conferme: le navette per raggiungere gli spettacoli lontani, visite guidate ai siti storici per i giornalisti italiani e stranieri e per il pubblico che lo richieda, pause di ristoro enogastronomico offerte dai nostri sponsor e in sintonia con certi luoghi, come Pollenzo, caratterizzati dalla cultura del cibo.
Nell’ultimo weekend di Festival, dopo l’appuntamento di Druento con il teatro equestre, un convegno di riflessione sul tema dei confini vedrà studiosi e operatori di teatro insieme a confronto. E infine la giornata di chiusura alla Venaria Reale sarà, come d’uso, una caleidoscopica kermesse di cinque spettacoli di varia nazionalità immersi nel verde dei giardini e conclusi a tarda notte da una performance sull’acqua della peschiera commissionata al francese Groupe F: proprio quello sguardo diverso di cui parlavamo prima, per liberare con la vivacità di artisti contemporanei una dinamica nuova dei luoghi che siamo stati chiamati ad animare. E che, come la vita, ha l’effimera durata di uno spettacolo, in una notte di mezza estate.