Juggling magazine

Mirabilia festival 2013

Al Mirabilia International Circus and Performing Arts Festival 2013 la giovane reporter/artista Marianna De Sanctis ha rivolto un tris di domande per CircoSfera ad una serie di artisti in cartellone. Ecco i tre sassolini nello stagno:

  1. Quali sono state le influenze maggiori nella tua crescita come artista?
  2. Strada, circo, teatro. In quale contesto preferisci lavorare e perchè?
  3. Quali sono per te i vantaggi di esibirsi in un festival come Mirabilia?




QUIM GIRON (ANIMAL RELIGION)

1
Quello che mi ha più influenzato è stata la mia inquietudine di muovermi come un bambino, di cercare un gioco, di giocare. Cercare di intrattenere la mente. Ad esempio la giocoleria, è un gioco da risolvere. Sviluppare l’agilità è quello che mi ha dato lo stimolo a sviluppare questo gioco. Andare in equilibrio su una corda, vedere quanto avrei resistito aggrappato ad una corda, salire su un palo, salire su un monociclo, su una ruota, e imparare a farlo. Questo si è trasformato in un lavoro.

2
Il teatro, perchè unisce il circo con il teatro. Mi piace il teatro perchè è una scatola dove puoi creare una storia, dove tutto può essere più sensibile e la mente del pubblico può andare molto più lontano. Perciò circo con teatro, perché il circo è quello che meglio descrive il mio lavoro.

3
Scoprire l’Italia, perché è la prima volta che sono qui. Poter partecipare in un festival che non ho mai fatto e per poter aprire porte per partecipare in altri luoghi e conoscere il circuito italiano. Siamo stati invitati da Fabrizio e sono molto contento di poter fare il nostro show di fronte altri amici artisti, di poter condividere il nostro spettacolo e raccogliere critiche per continuare a costruirlo.

 


NIKLAS BLOMBERG (ANIMAL RELIGION)

1
Per me è stato sentire il valore del circo, ma al giorno d'oggi, questo valore, non è molto sostenuto. A volta bisogna solo giocare intorno al tuo corpo e in generale divertirti con il tuo corpo, cercare il tuo corpo e capire cosa puoi fare. Ed oggi, questo, non è valorizzato appieno e per me bisogna esplorare di più questo concetto, e farlo perché è divertente.

2
Non so in realtà cosa preferisco perché sono molto differenti queste tre opzioni, specialmente la strada o il teatro. Ma se proprio dovessi fare una grande scelta, sarebbe il circo, in un cerchio, in una tenda. Teatro e circo, insieme. Perché io sento per esempio che se dovesse solo essere uno spettacolo di circo, penserai solo alle abilità da mostrare, l'essere tecnicamente pulito, ma se uniamo circo e teatro non esiste solo la performance ma un insieme d'emozioni unite all’abilità. Se proprio dovessi sceglierne una, sarebbe il circo, ma chiaramente il circo contemporaneo, che crea la totalità d’insieme.

3
Avere l’opportunità di poter presentare il nostro spettacolo. Ed è bello venire in un festival perché puoi vedere altri spettacoli ed incontrare un sacco di altra gente del tuo circuito. E questo è stato possibile in Mirabilia Festival.



CRISTIANA CASADIO (TANGRAM)

1
Questa è una domanda difficile. Le influenze non saprei, io sono ballerina, quindi ci sono grandi ballerini che mi sono piaciuti molto, ballerini classici come Sylvie Guillem ed anche ballerini contemporanei e poi dopo mi sono innamorata anche del circo e della contaminazione fra varie cose, ma nomi in particolare ce ne sarebbero troppi da fare.

2
Teatro. Perché sono abituata a lavorare in teatro, Prima di conoscere Stefan ho lavorato in differenti compagnie di danza perciò sono abituata al palcoscenico. Ma riesco ad adattarmi anche in altri luoghi. Mi piace molto e mi adatto anche a tutto il resto e trovo cose interessanti anche per strada, in un tendone, in differenti posti e ambientazioni, ma non sono ancora abituata. È tutto nuovo per me.

3
Il vantaggio, al di là del piacere di esibirsi e di essere in italia che è sempre bello, i vantaggi credo e spero di poterli vedere in seguito, adesso non so ancora, però è un grande piacere. E' un bello spazio e tutti sono gentilissimi, quindi è bello essere qui.

 

 

STEFAN SING (TANGRAM)

1
Quando ero giovane io volevo giusto giocare e fare giocoleria per me, non per diventare famoso. Ricordo in particolare un ragazzo che veniva da Monaco che è stata una delle mie più grande influenze ma nessuno lo conosce. Ma per essere onesto non ho mai trovato una persona in particolare che fosse di grande influenza per quello che faccio.

2
Teatro. Perché l’atmosfera e l’attenzione è molto più concentrata. Per esempio, il circo è tutto molto più rumoroso e la strada è molto bella perché il pubblico è molto vicino e la gente viene a vederti pagando quello che desidera pagare, questa è l’idea, non c’è nessuno che si mette di mezzo per farti pagare un biglietto. Ma per me il contesto del teatro è perfetto.

3
Nell’ultimo periodo ho avuto molte opportunità per fare spettacolo e adesso ho veramente bisogno di continuare a provare a fare il mio spettacolo, perché è un buon allenamento continuare a fare un lungo spettacolo in un festival per provare differenti luoghi; questa è una delle mie tante ragioni per essere qui.


 



VALIA BEAUVIEUX (SISTER COMPANY)

1
L’arte. Gli artisti che fanno le cose per strada, come i graffiti sui muri, la nuova tecnologia, la danza. Tutto quello che è basato sull'arte urbana.

2
Circo. Perché ingloba tutto dentro. Tu puoi fare circo e stare dentro il circo, puoi fare teatro, puoi fare e non fare il circo. Tutto. Quando tu dici circo oggi non vuol dire più niente, infatti, quando fai circo, tu sei libero.

3
Conoscere l’italia, prendere il sole. Per me il vantaggio è poter incontrare un pubblico che non abbiamo mai incontrato prima d’ora, incontrare una nuova cultura, fare la festa con gli amici. Questo per me è il vantaggio di Mirabilia. E il tiramisù... e le belle donne.

 

MIKKEL FILTENBORG (SISTER COMPANY)

1
Io penso che l'arte sia molto importante per evolvere in una direzione creativa. È molto importante per la mia vita. Soprattutto in questi tempi materialisti e capitalisti, per me è importante riuscire a spingere fuori tutto questo. Se io guardo quello che mi ha più influenzato o ispirato e che mi ha fatto sentire felice penso ad Oscar Wilde, grande musica, grandi performance, tutto ciò che mi ha fatto vivere dei grandi momenti nella mia vita. Ascoltare Sigur Ros, il primo cd. Molto importante anche il rapporto con il pubblico, spesso abbiamo paura di andare in scena, perché non sappiamo cosa ci aspetta, ma spesso è proprio dal pubblico e dalle loro reazioni che riesci a prendere un'idea, un'ispirazione.

2
Io non ho una particolare preferenza, tutto è relativo. La strada è il cercare cosa fare in strada per far piacere e guadagnarsi da vivere... non lo so, per me dipende, dipende dai soldi a volte e questo per me non ha molto valore. E' molto più interessante fare qualcosa dove puoi utilizzare la tua immaginazione e come espandere la tua mente con un pubblico, ma non posso dire di avere una particolare preferenza.

3
È una buona opportunità per scoprire. Scoprire come in un ambiente così caldo, quando fa così caldo, dove può arrivare il tuo corpo e quali sono i tuoi limiti, per saperlo in un futuro prossimo. Perché il nostro spettacolo è veramente molto fisico e alla fine, quando abbiamo il numero di palo cinese e tu sei completamente sudato e scivoli sul palo e tu vorresti solo capire come fare bene la tua tecnica… ecco, li è interessante scoprire cosa avviene. E poi l’organizzazione, prima di arrivare in Mirabilia, avevamo cinque differenti contatti con cinque differenti persone e tutti domandavano la stessa cosa e questo è buono perché se qualcuno dimenticava di dire qualcosa ci stava subito qualcuno pronto a richiedere, e quindi un buon controllo della situazione. Mi piace molto il pubblico italiano e sono veramente contento di poter dare. Mirabilia è bello.

 

 

PABLO RADA MONIZ (SISTER COMPANY)

1
Quello che mi influenza come artista di circo è qualsiasi cosa che sia viva di giorno in giorno. Il teatro fisico e quello comico, il nuovo movimento di tendenza "street" e come portare questo in scena, nuove discipline, nuove forme da utilizzare come "old school" di disciplina circense. E, chiaramente, mi sento influenzato dai miei compagni di lavoro, visto che passiamo molto tempo insieme e visto che siamo molto differenti.

2
Credo che il circo sia un Arte dove una persona può guadagnare molto in tutti e tre gli ambiti, strada, circo e teatro. Chiaramente ognuno di essi tiene qualcosa di distinto, però tutti e tre sono interessanti. Ho cominciato a fare circo in strada per molti anni, oggi sto lavorando in un formato da sala, per il teatro, e ho voglia di lavorare in un tendone da circo, quindi credo che ognuno di questi ambienti sia interessante. Al giorno d'oggi direi che il mio maggior interesse è lavorare in un sala da teatro.

3
I festival come Mirabilia hanno una grande affluenza di pubblico e programmatori, questa è una parte molto importante per la diffusione di una compagnia e ci aiutano a trovare altri contratti di lavoro, persone interessate e aiuti... Bisogna anche dire, che fare un festival in una città piccola fa si che l'ambiente sia familiare e che ci si conosca molto bene con gli altri artisti, direttori, staff tecnico... e altre persone molto interessanti.



OLLI VUORINEN (CIE NUUA)

1
Il cinema. Anche se, per tutta la mia vita, perché è da molto che faccio circo, le influenze più importanti sono state le prospettive di quello che ho vissuto. Prima ero in Finlandia, poi sono venuto in Francia per fare una scuola di circo, e non era proprio la stessa cosa. Il luogo da cui venivo a dove ero andato non erano per niente nella stessa direzione, tutto il tempo a muoversi e spostarsi, quindi la prospettiva, una delle più grandi influenze. E poi non viene proprio esattamente dal circo la mia influenza ma piuttosto dal cinema.

2
Circo. Perché è questo che faccio. La strada non la conosco veramente perché non è molto conosciuta in Finlandia, infatti l'ho scoperta molto più tardi. Ma non è veramente qualcosa che mi attira. E quando confronto il circo con il teatro mi accorgo che è il circo che io faccio.

3
Molta gente conosce questo festival, e viene a vederlo.

 

 

LUIS SARTORI DO VALE (CIE NUUA)

1
Sono cresciuto in una famiglia di artisti, fin da quando ero piccolo. Da quando ero piccolo ho sempre disegnato ed apprezzato lo spettacolo dal vivo. Ho anche una certa rapidità ad apprendere le nuove cose. Ho avuto sempre un sacco di hobby e sono sempre motivato ogni volta a cominciare una nuova attività... Mi piace disegnare, fare le foto, giocolare, suonare musica, saltare, muovermi, fare scalate, pattinare ect ect. Durante i miei studi di belle arti ho scoperto il circo contemporaneo. E facendo il circo, ho finalmente trovato la possibilità d'utilizzare tutti questi "talenti" che ho collezionato duranti gli anni. Per quanto riguarda lo stile, io penso che precisione e minimalismo sono due cose che fanno costantemente parte del mio lavoro. Riguardo al circo, io non sono veramente interessato per la tecnica in sè, ma piuttosto cosa possiamo fare e dire attraverso la tecnica, e come possiamo emozionare il pubblico. Mi piace anche la parola "poetico"...

2
Amo veramente lavorare all'interno. Adoro la possibilità di esplorare la scena, la luce, i dettali... Io penso che sulla scena sia più facile "fermare il tempo" e lavorare su delle cose più delicate, al contrario della strada, dove (almeno per me) non è facile controllare sempre l'attenzione del pubblico. Normalmente io sono abituato a lavorare su una scena frontale, ma ho sempre più interesse ad una scena circolare.

3
Partecipare a Mirabilia è stata veramente una super esperienza. Inizialmente, sono stato emozionato per la ricezione del pubblico italiano! Visto che è un grande festival, c'è tanto pubblico e tanti programmatori. Ha dato la possibilità di far conoscere la compagnia e questo può aprire un sacco di porte, soprattutto per i progetti che arriveranno. è stato anche molto interessante entrare in contatto con gli altri artisti e avere al possibilità di vedere molti spettacoli differenti. E in più, faceva caldo!

 

 

FLORENT LESTAGE (CIE TêTE D'ENFANT)

1
Andare al festival di circo di Circa. Di vedere molti spettacoli di circo, molte cose minimaliste, questo è quello che più mi ha influenzato. E poi attualmente è stato più l’ascoltare musica classica e guardare dei film di Chaplin, di Keaton. Una delle mie più grandi influenze.

2
I tendoni. Per la vicinanza con il pubblico, di poter attivare un'atmosfera. Non ho fatto molta strada, mi sono esibito di più in teatri con un rapporto frontale e non mi piace quando non vedi il pubblico e vedi solo il nero, mi piace poter vedere la gente e interagire con loro.

3
Di planare dentro un luogo europeo di circo e di poter incontrare un sacco di compagnie.

 

GUILLAUME BIRON (CIE TêTE D'ENFANT)

1
La prima cosa che mi ha attirato dentro il circo è la libertà d’azione attraverso una moltitudine di discipline tutte così intense e singolari. Di seguito ho capito che il circo è una forza per esprimere tutto quello che vogliamo, amo enormemente che sia aperto ad altre forme d’arte (danza, teatro, arte visuale…) rendendolo una miniera inesauribile...

2
Io preferisco il teatro… perchè? Amo l’idea di una scatola nera vuota che puoi riempire con tutto quello che vuoi, amo la prospettiva di un punto di vista di messa in scena. Ma amo ugualmente il punto di vista del pubblico.

3
Il vantaggio di partecipare ad un festival come Mirabilia è di presentare il proprio lavoro ad un pubblico e allo stesso tempo ad eventuali programmatori presenti nel festival. L’occasione d’incontrare artisti e di vedere le cose. è interessante e stimolante.

 

 

CLAUDIO STELLATO

1
Io non volevo diventare un artista, non avevo mai visto uno spettacolo ed ero agli arresti domiciliari, taglierò corto sulla storia, visto che ero abbastanza un malvivente prima dei diciassette anni, avevo un processo in corso e mi avevano dato sei mesi di arresti domiciliari, ed un mio amico è venuto a casa mia con una chitarra e mi ha insegnato a suonare prima “guardia” dei Litfiba. Erano tre accordi. Ho suonato la chitarra e da li in poi non ho più smesso e ho cambiato vita e sono entrato nel mondo dell’arte. Poi se invece parliamo di circo, le prime due grandi esperienze belle sono state il “cirque bazar cainca” a Genova, molti anni fa, prima esperienza di un circo che mi interessava e poi c’era anche il gruppo “Alex e Jive” una vecchia coppia di quando io andavo a Certaldo, è stato il primo duo che usciva da questa famosa scuola del Lido 97/98 e anche li vedevo uno stile artistico che mi piaceva un sacco e che a livello di circo mi interessava. Il resto, la danza, il teatro e le altre storie. Mi piace Batman, Golum del Signore degli Anelli, poi mi piace Rodrigo Garcia, Josef Nage e Barcelò.

2
In base hai periodi della mia vita preferisco una delle tre cose. Per esempio, quando ho fatto “L'Autre” volevo fare uno spettacolo per il teatro al chiuso, ma dopo tre anni di tournée ho voglia di ritornare in strada. Non voglio dedicare la mia vita ad una cosa univoca. Mi sta annoiando terribilmente. Il pubblico teatrale, con degli abbonati al teatro, senza giovani lì davanti a cui puoi mostrare la tua arte... e lì sento che il mio lavoro artistico non serve, non sta facendo un buon lavoro di fronte al pubblico. Si, c’è gente di cultura che va al teatro, mi vede ma non mi interessa. Le presentazioni che sto facendo adesso sono molto all’esterno e mi piace. Ma non mi chiudo le porte di ritornare all’interno o all’esterno. La strada, anche lì, la divido fra strada organizzata o no, dove il festival ti organizza gli orari e la gente viene a vederti oppure andare a cappello. La rifarei volentieri una stagione fatta così. Non precludo il fatto che adesso faccio spettacoli in teatro per ritornare in strada, insomma, è una delle esperienze più forti della mia vita artistica fare il cappello.

3
Che ritorno in Italia e mia madre viene a vedermi stasera.

 

 

ELISA ZANLARI (CIRCO PUNTINO)

1
Questa è una domanda difficile, per pensare alla risposta devo un pò scavare in mezzo alla confusione dei miei neuroni.....una volta da piccola al circo ho visto un numero di trapezio volante e mi ricordo di aver pensato: Questo è quello che voglio fare da grande!!!! Poi in realtà sono sempre andata a teatro e a vedere spettacoli in giro per i Festival di Strada....sicuramente vedere gli spettacoli di Milo e Olivia che mi ha fatto capire come potevano essere unite le cose!

2
Per me ha qualcosa di magico arrivare in una piazza dove la gente passa quotidianamente e riempirla con uno spettacolo, una storia diversa ogni sera, complice un pubblico inconsapevole di ciò che sta per avvenire e che sceglie di rimanere lì, magari in piedi pur di vedere come va a finire.... Quindi direi la strada, anche se la volta che abbiamo fatto Effetto Caffeina nel tendone del Magda Clan a Colorno è stato lo spettacolo più bello che possa ricordare!

3
L'incontro e lo scambio....d’esperienze, d’idee, di tutto quello che ti fa tornare a casa con la testa piena di nuovi stimoli. E ti fa dire: - Cavolo, quante cose ci sono da dire ancora!!!

 

 

ANDREA CASTIGLIA (CIRCO PUNTINO)

1
Bèh, questa è facile: mi son reso conto che tra gli amici, in compagnia, ero sempre quello che faceva il coglione…e così mi son detto: “Mizzica! Sarà che ho un talento! Proviamo a iscriverci a Scienze Politiche!” E così, dopo una laurea praticamente inutile, mi son iscritto alla scuola di circo FLIC, e lì ho trovato la mia via e la mia passione. Infatti mi son diplomato in “manipolazione di scope”, che non vuol dire che ho fatto il bidello! Ma che danzo e gioco con le scope meglio di qualsiasi esperta casalinga!

2
Preferisco l’arte di strada perché da un rapporto più diretto col pubblico, un dialogo orizzontale e faccia-a-faccia con l’interlocutore. Lascia aperta ogni porta ed ogni possibilità di improvvisazione. Esibendoti in strada le condizioni sono sempre diverse e questo ti stimola ad adattarti ogni volta, a cambiare, anche solo di poco, la tua performance, non lasciandoti fossilizzare sulla tecnica, ma costringendoti a tenere gli occhi aperti e quindi a “dialogare” (cosa che trovo più difficile in teatro, dove la gente che ha “già pagato” esige un’ora di intrattenimento senza doversi implicare troppo).

3
Esibirsi a Mirabilia è senza dubbio un’occasione speciale per una compagnia emergente. Mirabilia dà la possibilità di presentare le nuove ricerche e le avanguardie dell’arte di strada e del circo-teatro che stanno nascendo in Europa. Si ha la possibilità di conoscere programmatori ed artisti provenienti da tutto il mondo, sia partecipando ai “brunch meeting” bevendo un vinello e chiacchierando, sia ballando insieme la sera!...è così che si creano legami più stretti e nascono collaborazioni durature.

 

 

 

THIBAUT LEZERVANT (LOST IN TRASLATION)

1
Quando ero più piccolo, la mia maggiore influenza, era la danza, come, per esempio, Philippe Decouflé. Tutte queste compagnie che fanno danza e che tendono al circo. Per la giocoleria "visa pour l'amour". È uno spettacolo con due giocolieri di rimbalzine.

2
Circo. Perché hai sempre questa questione della performance che io amo, l’impegno che metti dietro, il lavoro che ci sta dietro e l’impegno fisico, mi piace molto. La difficoltà per la strada è creare lo spazio. Nel circo hai già uno spazio predefinito e puoi avere il controllo e andare dove vuoi, perciò mi sento più tranquillo dentro uno spettacolo di circo che nella strada.

3
Molto semplice. Molti produttori, grande visibilità. Siamo venuti qui non per i soldi ma per poter mostrare il nostro lavoro e cercare di lavorare.

 

 

 

ANNABEL CARBERRY (LOST IN TRASLATION)

1
Le altre opere d'arte, cioè: vedere altri spettacoli, mostre, libri ... Anche se non ho speso tanto tempo su questo come vorrei. Collaborazioni con altri artisti: la creazione, la formazione, discutendo con altri artisti. La vita: momenti di connessione, intensità emotiva, o semplicemente strani o interessanti cose, sia osservati intorno a me, o io stessa vissuto.

2
Dipende. Di recente ho lavorato un sacco all'aperto. Questo è un grande allenamento per il collegamento ad un pubblico, è molto immediato e questo mi piace. Anch'io sono appassionata del fatto che è accessibile a tutti. E la libertà di fare tecnicamente quello che ti piace. Tuttavia, le condizioni all'aperto possono essere davvero difficili e non vedo l'ora, per il mondo più intimo e sottile, di lavorare in un teatro, che è il prossimo progetto. Tuttavia penso che il mio posto preferito è il tendone, dove è da un bel po’ che non faccio niente di simile!

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Partecipare a Mirabilia è una grande opportunità di essere visto dalla comunità europea più ampia, per prendere contatti, conoscere persone, vedere altri spettacoli, se non sei troppo occupato! E ottenere un feedback sul proprio lavoro sia da parte del pubblico normale, sia da parte del pubblico professionale. È anche un bel posto per vedere le montagne d'Italia.

 

 

 

MASSIMILIANO ROSSETTI (LOST IN TRASLATION)

1
Abbiamo lavorato in molte aziende e con stili molto diversi sia si lavoro che di creazione. Da quando abbiamo iniziato il nostro lavoro, il punto focale è stata la ricerca nella direzione che una buon artista di circo può tenere il palco, oltre ad essere un attore. La fusione di teatro/clown e il circo è ciò che ci interessava fin dall'inizio. Ora siamo sulle nostre prime fasi di questa scoperta e di ricerca, quello che penso sia importante per la mia continua crescita come artista è: prima di tutto, tutti i colleghi artisti e spettacoli che ho visto in giro, in tutto ciò c'è qualcosa e sicuramente ogni collega artista dà un ispirazione, c’è sempre un ispirazione da prendere da ognuno di loro. Le compagnie come Cirque Eloize, Circo Oz, Circa (Wunderkammer), Cirque Plume e molti altri. Spettacoli come: La Tribu Iota, Cantina, Pioggia, Quidam, wunderkammer, la meute, Complicité (oggi sono contento di essere insieme) e molti altri anche qui. Registi e scrittori di teatro, cinema e circo: Tim Burton, Baz Lurhman, Nekrosius, Peter Brook, Meyerhold, Brecht, Daniele Finzi Pasca, Firenza Guidi, Orit Azaz… E anche qui la lista è molto più lunga!

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Ad essere onesti non ho un preferito, mi piacciono tutti e 3, con tutte le differenze, e mi piace lavorare in strada, perché il contatto con il pubblico è più vicino e perché nella maggior parte dei casi si deve essere molto interessanti per coinvolgere, quindi mi piace la sfida e la libertà che essa dà. Nella scatola nera è una storia completamente diversa, è più squadrato, non vi è la possibilità di giocare con gli effetti, di avere black out, di esibirsi davanti ad un pubblico che ha deciso di venire a vederti così in un certo senso la sfida è diversa, perché le aspettative del pubblico possono mettere sotto pressione gli artisti. Nel tendone ora il pensiero è un po’ il mio preferito. È una magia completa il tendone, che è difficile trovare altrove.

3
E' una grande vetrina di festival, nonostante i problemi organizzativi e le situazioni. Si tratta di una fantastica esperienza di divertimento, la gente del festival è incredibile! Al pubblico è piaciuto il nostro show e la nostra esperienza è stata super positiva, perché abbiamo avuto un numero sempre in aumento di pubblico ogni giorno. Il primo giorno abbiamo eseguito di fronte a 100 persone e il giorno dopo era già 200/300 e nello spettacolo notte abbiamo avuto 1000 persone! Credo che per noi e per il bene dello show è stato fantastico. È sicuramente un festival che ha avuto cuore e dal mio punto di vista sono felice di sostenerlo e di sostenere Fabrizio Gavosto perché credo nel suo duro lavoro e il duro lavoro di tutta la gente coinvolta per darci l'opportunità come artista per condividere, sperimentare, provare, partecipare e networking.

 


IONA KEWNEY (NO TITLE)

1
Non ho la minima idea di quail siano le mie maggiori influenze, dal momento che il cammino della mia vita mi ha fatto fare un sacco di cose, che non è solo la danza o il circo. Mi sono formata su tutto questo.

2
I don’t know.

3
Mirabilia è stato grande, gli italiani sono entusiasti ed emotivi e un po’ folli. Buona combo.

 



ANNA PASCUAL (PSIRC)

1
Io mi sono formata in Catalogna e Italia. Personalmente lavorare con Roberto Magro mi ha influenzato totalmente nella mia crescita come artista. Quando ho iniziato a fare circo, le compagnie che mi hanno influenzato sono il Circo Trottola e il Circo Aital, ma anche vedere una moltitudine di spettacoli ti fa rendere conto del tipo di spettacolo che vuoi arrivare a creare.

2
Preferisco fare spettacolo in sala o teatro, o strada di notte, con le luci, visto che il nostro spettacolo è molto intimista e credo che si possa apprezzare meglio il nostro lavoro.

3
Partecipare a Mirabilia mi è piaciuto moltissimo, era la prima volta che facevamo spettacolo in Italia ed è stato un buon luogo dove poter dare visibilità al nostro spettacolo visto che ci sono molti programmatori.

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interviste e loro trascrizione / traduzione in italiano a cura di Marianna De Sanctis, artista italiana residente a Toulouse

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La più grande influenza come artista... adesso che mi ritrovo a dover rispondere alle domande che ho posto agli altri artisti, capisco la difficoltà nel rispondere. Non ho dei nomi in particolare. Tutti. Ma principalmente credo che l'influenza che ho ricevuto maggiormente sia la forza interiore che possedevo dentro per continuare. Credo che le mie esperienze e il mio passato siano la mia più grande influenza. Questo vuol dire che ogni giorno ho una crescita.

2
La strada, per me è estremamente difficile. Ho paura della strada ma ancor di più di essere il pubblico in uno spettacolo di strada. è un contatto molto forte, dove non si capisce mai qual è il limite tra saper far divertire o solo usare il pubblico per fare soldi senza rispettarlo. Insomma mi spaventa e non mi trovo a mio agio. Ma rispetto ed ammiro enormemente la gente che ha un grande potere in strada, come per esempio, il primo giocoliere che ho visto in vita mia per strada, Fabrizio Rosselli in arte Frizzo. Un tendone da circo... impegnativo. La pista circolare è una sfida continua per le abilità dell'artista di saper essere ovunque e senza potersi nascondere nel fondo di una sala. Teatro... l'ideale per l'attuale circo contemporaneo. Ma per me, l'unica cosa, è che non si perda la capacità di saper ritornare un giorno dal teatro ad un gradino più umano, come la strada o la propria vita a contatto con i differenti artisti.

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Non ho partecipato mai ad un festival come Mirabilia in quanto "artista" perciò non ho idea di cosa possa essere l'organizzazione e l'accoglienza riguardo a questo. Ma ho partecipato come inviata speciale di Juggling Magazine e .. tanto di cappello!!! Tutto perfettamente perfetto. Dal cibo, ai biglietti degli spettacoli, all'hotel. Mi sono stupita di come siamo stati trattati anche se "non artisti" ed immagino che per gli artisti sia altrettanto uguale il trattamento. Grazie con la speranza che un giorno, da brava cacciatrice di lavoro, io possa partecipare al Mirabilia festival perchè l'Italia è il paese da cui vengo e in cui ancora non mi sono mai esibita da professionista!!!

 

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