Juggling magazine

Cecilia Zucchetti

ho 19 anni, e sono ormai sei anni e mezzo che in un modo o nell'altro mi trovo immersa in questo strano mondo. Ho cominciato frequentando la piccola scuola di circo di milano, e ora, non so ancora come mi ritrovo a fare il primo di tre anni di formazione all' Academie Fratellini a Parigi.
Ho cominciato tutto per gioco, un gioco come un altro, chi non ha mai provato a lanciare tre arance per aria?
questo gioco si è fatto poi sempre più grande, si è trasformato in qualcosa di diverso, qualcosa che cresceva sempre di più, e che ora mi ha portato a vivere a parigi e a cambiare totalmente vita.
In questi anni ho cambiato molto il modo di vedere la giocoleria, sopratutto nell'ultimo periodo che ho avuto la fortuna di fare molte esperienze che mi hanno aiutato a capire in che direzione andare e quando sia ampio e vario questo mondo.
Inizialmente si è tutti un po' piccoli robot, si cerca di far roteare il maggiorn numero di oggetti possibile, ed internet è l'unico mezzo di confronto, poi si comincia a frequentare le convention, si comincia ad entrare in una piccola parte di questo mondo immenso, ci si misura con altri giocolieri, si vedono spettacoli, e si comincia a capire che la giocoleria non è solo lanciare e riprendere oggetti, ma bisogna trovare il proprio stile, la propria strada.
Purtroppo in Italia non c'è ancora un grande movimento, ci sono pochi grandi festival, pochi spettacoli, l'arte circense è ancora in secondo piano e i giocolieri sono spesso visti solo come dei "pagliacci".
Se facciamo un analisi dal punto di vista tecnico vediamo come il livello sia stia alzando a vista d'occhio e con esso anche l'età media si sta sempre più abbassando, il più grande veicolo di trasmissione è diventato internet e youtube, due mezzi che sono molto utili ma che vanno saputi usare, altrimenti si rischia di fare un grande collage, un copia incolla, dove viene a mancare la parte personale,che dovrebbe essere la più importante, e si creano tanti piccoli giocolieri tutti uguali.
Ho notato questo quando ho partecipato nel dicembre 2008 alla World juggling Federation, un'esperienza sicuramente positiva, ma che mi ha aiutato a capire che quella non era la direzione dove volevo andare, infatti il livello era altissimo, ragazzini giovanissimi tacnicamente fortissimi, ma tutti uguali.
Ma questo è anche il bello di questa disciplina, ha mille direzioni, mille porte, si tratta solo di scegliere quale si vuole intraprendere.
Quest'estate ho avuto la fortuna di lavorare con i Gandini, a mio parere una delle migliori compagnie, lavorando con loro ho capito quanto sia importante il lavoro di gruppo, la sintonia, lo scambio, e ho inoltre cominciato a capire quale sia la direzione che voglio prendere e ciò che mi piacerebbe fare.
La parte più bella è la creazione, lo scambio, l'inventare un lancio, cercare di capire come si potrebbe sviluppare un trick, inserirlo in un contesto più ampio, aiutandosi magari con danza e teatro.
La cosa  più importante è che alla base di tutto ciò ci deve sempre essere una tecnica più che solida, altrimenti si rischia di perdersi,
é molto importante avere degli schemi di allenamento, sapere cosa fare, su cosa lavorare, ed una volta che si hanno le basi solide allora si che comincia il divertimento.
Credo che la giocoleria come tutte le arti diventi un veicolo d'espressione e di comunicazione, capace di dare tanto non solo allo spettatore ma anche al giocoliere stesso, l'emozione del far uno spettacolo, la sintonia che si crea, il percorso che segui per ottenere i miglior risultato ti aiutano non solo a crescere come giocoliere ma anche come persona.
In questi tre anni non so cosa succederà alla mia giocoleria, il mio sogno sarebbe quello di lavorare in una compagnia, ma vedremo che succederà.
 
saluti da parigi!!
cecilia