Juggling magazine

Emilia Taurisano

Ho incontrato il circo e la giocoleria in Francia sei anni fa; ho iniziato perché mi “faceva ridere” e perché mi piaceva l'ambiente, l'associazione di giocolieri di Nantes e il parco il sabato. Ho frequentato le scuole di circo di Madrid, seguito corsi di giocoleria, di mimo corporeo drammatico a Berlino, danza e teatro. Ma ho avuto soprattutto la fortuna di incontrare uomini e donne dagli occhi grandi, persone che vivono l'arte spontaneamente, senza vanità. Mi interessa lo spettacolo che nasce dall’esigenza della comunicazione e non dai bisogni del mercato e delle grandi produzioni. Prediligo l’attore “povero” in scena, senza grandi scenografie o costumi che possano appannare la sua forza espressiva. Ancora non so perché tra tutte preferisco l'arte della giocoleria, con i suoi evidenti limiti espressivi; mi hanno detto che è come una preghiera, un mantra, che  permette di avvicinarsi alla perfezione, sia pure di un solo movimento. Mi alleno molto in palestra, ma questo  non basta...  Vivo di emozioni, anche del volo di un uccello. Cerco di condividere le sensazioni con il pubblico, mi piace raccontare di me, mi piace quando chi mi guarda ha occhi grandi e commossi. Sono certa che  in scena si portino tutte le esperienze fatte, tutte le cose viste, che essa sia lo specchio dell’essere più intimo. Cerco una giocoleria dove gli oggetti siano il prolungamento del corpo e del pensiero. Uso soprattutto palle; le rebound mi permettono una maggiore possibilità di movimento nei differenti piani; indago l'antipodismo con palle, in movimento: sono spesso al suolo, come un animale... desiderando il cielo. In futuro vorrei continuare a fare circo contemporaneo, ma mi piacerebbe anche lavorare  nel circo tradizionale, soprattutto per cercare le origini di questa mia passione; allo stesso tempo sono attratta da molti campi dello spettacolo, ho voglia di provare tutto. Credo che oggi in Italia sia piuttosto difficile vivere della propria arte, marchette escluse! Credo che la maggior parte dei festival di arte di strada nascano da organizzatori poco attenti all’aspetto artistico, forse perché preferiscono spettacoli vistosi a basso cachet… sempre che sia previsto un cachet! E di questo ne risente molto la ricerca... Ora vivo a Torino, città polo delle arti circensi in Italia. Qui c'è un gruppo di persone che fa con passione circo, musica, teatro... organizziamo serate di as-kabaret dove proviamo i numeri e dove siamo liberi di osare.

Emilia Taurisano
emitau(at)yahoo(dot)it