Juggling magazine

Poppi

 

Potrebbe suonare un po’ strano, ma Poppi, il nome del personaggio che interpreta questo numero,  è come venivo chiamata quando ero bambina. Dentro di me, infatti, vedo la giocoleria come una seconda infanzia.  Anche per questo, non ho e non ho avuto voglia di frequentare, o meglio provare ad entrare, in qualche scuola di circo. Credo che viaggiare, fare spettacoli in strada, seguire stage e workshop e conoscere gente sia per me una sorta di formazione in cui mi sento più libera di gestire orari e tabelle di marcia senza alcuna impostazione prestabilita, anche se questo richiede forse ancora più impegno e determinazione. Mio malgrado ho scoperto un po’ tardi questo “mondo” fantastico (eh si i prossimi sono 23 anni!) e dovendo ancora finire l’università, và da sé la poca voglia di didattica… In quanto all’antipodismo, le clave sono sempre state il mio attrezzo preferito, e nella mia testa ho sempre idealizzato una giocoleria che comprendesse tutto il corpo, piedi compresi, in unione al  movimento (obbiettivo lontano per ora..) senza tralasciare il clown e l’importanza del personaggio. E’ chiaro, sono ancora in piena ricerca ed adoro questa fase.  Devo anche riconoscere in Leo Cristiani (amico e compagno Buskers Pirata) ed Emilia Tau grande fonte d’ ispirazione iniziale. Un altro vantaggio è stato che l’antipodismo non necessita di spazi grandi ed alti per essere praticato. I progetti per il futuro riguardano l’immediato, non sono mai stata in grado di fare progetti a lungo termine, e in questi rientra continuare il lavoro sul personaggio e la routine di Blurg, il solo di antipodismo, modificare lo spettacolo in strada, finire gli ultimi esami e laurearmi. C’è inoltre l’ embrionale idea per un numero di passing, ovviamente con clavette.

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