Juggling magazine

Salvatore Frasca

La giocoleria in Italia vive in simbiosi con il fenomeno degli spettacoli e siccome non esiste un circuito per gli spettacoli prettamente tecnici, ma un circuito di festival di arte di strada e rassegne,  si vedono in giro prevalentemente numero di minimo di 30 minuti dove non puoi solo fare  giocoleria. Amen.

A partire dalla prima convention, quindi, abbiamo visto qui crescere gli artisti in molti ambiti, musica, recitazione, etc. e in questo senso la giocoleria non è stata l'unica cosa intorno al quale si focalizzata l'attenzione dei giocolieri.

All'estero esiste un circuito che assorbe gli spettacoli di giocoleria, qui con una performance tecnica di 8 o 10 minuti ci fai poco o niente, e tra l’altro un numero del genere richiede una mole di impegno ed allenamento incredibile, tempo ed energie che magari preferisci dedicare a come non perdere la voce dopo due mesi di spettacoli o come eseguire passi di danza etc. 

Però penso a volte che tutte queste cose sono state un po delle forzature per degli artisti che invece nascevano per passione come giocolieri e che giocolieri volevano diventare, magari questa gente deve aspettare che le cose cambino e che nasca un circuito tipo varietà...

Gli artisti da noi vivono dello spettacolo spesso a cappello, non ci sono sovvenzioni nel paese dell’arte e la ricerca si indebolisce e zoppica esattamente come nella scienza.

Per quanto riguarda la convention quest'anno devo dire che tutti noi che abbiamo visto crescere la giocoleria in Italia, stiamo assistendo al raggiungimento di un livello di assestamento del movimento, mentre negli anni precedenti, a mio avviso, c'era un grosso fermento e una crescita continua e quindi anche la curiosità di venire a vedere cosa stava succedendo nel nostro ambiente.

Ora la convention "galleggia" e vive dell’energia delle stesse persone di sempre non c´e´mai niente di nuovo, adesso arrivano anche gli stranieri ma gia li conosciamo tutti... Va bene così, ci guardiamo.

Il livello tecnico è cresciuto e le 5 palline sono ormai consuetudine. Noi dovevamo dalla Sicilia chiamare Agile a Venezia per comprare le clave che Henry’s faceva in Germania, che costavano il doppio e dovevamo imparare ad usare attraverso i manualetti osceni di Mr.Babache...adesso vai su internet e le persone si incontrano, fanno passing e imparano adesso in poco tempo quello che noi abbiamo impiegato anni ed anni...e mi sembra meglio così.

Tutto è in divenire e tentare di definire la situazione in un paese riguardo a un movimento è già un'eresia...se stiamo parlando di un movimento!

La convention italiana è strettamente legata più al mondo dello spettacolo e secondo me il nome andrebbe ritoccato, io sarei più contento, continuerei a venire, questa cosa ormai ha preso una forma e una vita che non puoi cambiare. Non c’è solo giocoleria, punto. Anche chi viene da fuori già lo sa.

E così com'è è una cosa interessantissima, perché io qui posso avere a che fare con un musicista dieci giorni e montare un numero con lui, mentre una convention prettamente di giocoleria non darebbe questa possibilità e tante belle collaborazioni, di musicisti, danzatori, acrobati e giocolieri che sono nate in questi anni non sarebbero venute alla luce.

Personalmente dopo le proteste e le discussioni dell'anno scorso mi sembra che ci sia un'apertura maggiore e cosi ho deciso di dare una mano piuttosto che soltanto criticare (anche perché come sempre cose da demolire ancora ce ne sono a non finire) e così mi sarebbe piaciuto fare un numero gran galà e invece sono andato a fare il servo di scena.

Adoro il Renegade italiano e li giocoleria se ne vede poca ma da giocoliere rimango chiaramente interessato a creare in Italia un festival prettamente tecnico come può essere il 531. In Italia il 90% degli spettacoli hanno solo una componente di giocoleria e vedi anche altre cose, che tra l'altro all’estero ci invidiano, come noi invidiamo altri aspetti.

Noi siamo maestri dei tempi, della risata e dell'intrattenimento. Nonostante ciò quest’anno con grande piacere ho visto che anche l’Italia ha qualcosa da mostrare dal unto di vista tecnico vedi Francesco Sgrò, Antonio Il coach, Lorenzo Bucket, Claudio Stellato ed altri che hanno raggiunto livelli invidiabili con numeri che richiedono tanto lavoro e una preparazione maniacale.

La giocoleria è una delle arti del circo è come il braccio di un corpo e tutti i grandi giocolieri sono stati anche acrobati o attori, tutti i numeri del passato sono frutto di un travaglio personale non solo tecnico ma artistico e creativo.

Salvo
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