Juggling magazine

Agile

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 intervista pubblicata sul n. 11 di Juggling Magazine - giugno 2001

foto d'epoca....

STORIA
Mi chiamo Michele Pajer, e per anni come mestiere ho fatto il cameriere in varie parti del mondo. Nei primi ani 80, girando a Parigi, dove ho abitato per tanti anni, uno dei luoghi più affascinanti era il Beaubourg al centro Pompidou dove ho visto per la prima volta tanti attrezzi circensi che non conoscevo, come il diabolo, le clave ed altri ancora. Non è che mi piacesse il circo, anzi penso di non esserci mai andato nemmeno da piccolo, ma quegli spettacoli in strada mi affascinavano. Poi sono partito in giro per il mondo; centro America, Messico, Stati Uniti, dove ho incontrato altri giocolieri, fino a quando, sette anni fa, ho conosciuto in Indonesia un francese che aveva con sé gli attrezzi e che mi ha insegnato la cascata, e così per sei mesi su un’isoletta mi sono dedicato alla giocoleria con le noci di cocco giovani. Tornato a Venezia incontrai degli amici che, anche loro di ritorno da viaggi in Oriente o da Parigi, avevano imparato i primi fondamenti della giocoleria. Insieme decidemmo di ritrovarci a casa di un amico, Alberto, per scambiarci le tecniche. Ci vedevamo una volta a settimana e presto da due siamo diventati 4 e poi 8, 12. Allora abbiamo deciso di spostarci al centro sociale, che era un posto più capiente e non a pagamento. Siamo nel 93/94 e lì, insieme alla prima associazione di giocolieri, nasce il nome AGILE, che stava appunto per Associazione Giocolieri Italiani Libera Espressione, anche se poi optammo per Associazione Giocolieri di Venezia, che registrammo nel 94. Il problema più grosso che si presentava all’epoca era reperire gli attrezzi. Tra l’altro questi materiali erano allora anche costosi. Non sapevamo di nessuno che li vendesse in Italia, per cui si approfittava degli amici che andavano all’estero per farsi comprare 3,6,9 palline o le clave. Un giorno venni in possesso di un catalogo di Butterfinger, uno tra i maggiori distributori europei, e cominciammo a fare degli ordini collettivi.

L’ATTIVITA’
In quel periodo, costretto a rimanere a Venezia per questioni personali, e con poca voglia di rimettermi a fare il cameriere, decisi di mettere su un commercio di articoli di giocoleria. Da cosa nasce cosa e chiesi al comune un permesso per aprire una bancarella in centro. Campo San Lio divenne allora un punto di ritrovo dei giocolieri. Nei primi anni i guadagni erano bassi, perché con quei 10/20 giocolieri che c’erano le vendite erano poche, e senza la passione, che ti portava ad allenarti al banchetto quando per esempio non veniva nessuno, non sarei riuscito ad andare avanti.
All’inizio, mosso dall’entusiasmo, organizzavo corsi gratuiti per insegnare le basi della giocoleria, pubblicavo dei piccoli manuali con le tecniche di base, e per offrire dei prodotti dal prezzo accessibile facevo da me un tipo economico di palline, riempendo con il miglio i palloncini di gomma, oppure compravo le clave nude, che poi decoravo io, cosa che facciamo ancora  per abbassare i costi al pubblico delle clave decorate

PRIMI TEMPI
Presto cominciai a partecipare ai festival di artisti di strada. Da Ferrara a Certaldo, da Marina di Ravenna a Pegaso, distribuendo cataloghi a tutti. Ogni partenza per un festival era accompagnata da grande entusiasmo. Tiravamo fuori un ombrellone da spiaggia, due cavalletti ed una tavola e cercavamo di esporre nel modo migliore gli attrezzi.  Nel 96 andai alla EJC di Grenoble. Fu un flash e da allora ho sempre suggerito a tutti di andare ad una di queste convention perché è l’unico posto dove puoi renderti conto in pochi giorni di quante cose tu possa fare e di quanto ampio sia il panorama della giocoleria. Da allora ho sempre partecipato alle EJC, spesso anche con un banco AGILE, che ancora rimane l’unico distributore italiano presente alle EJC.
Vendevo al dettaglio e per corrispondenza, ma già prima di Torino ero stato contattato da numerosi negozi che cercavano attrezzi di giocoleria per il proprio negozio e che all’epoca non trovavano che palline e clave di plastica. Cresceva la domanda per una gamma che andasse dal principiante allo studente, dall’adulto all’artista, così approntai un primo listino e cominciai così ad abbozzare una distribuzione. Per almeno due anni il magazzino di Agile fu la stanza di casa degli ospiti, trasformata in magazzino, dove preparavo i pacchi la mattina prima di andare ad aprire la bancarella a Campo San Lio e la sera quando tornavo!

OGGI
Oggi AGILE ha un suo magazzino, dei dipendenti e un catalogo con almeno 300 tipi diversi di attrezzi, accessori e ricambi. I giocolieri desiderano ricevere subito il materiale, nella forma e nel colore desiderato, così abbiamo tutto quasi sempre disponibile e cerchiamo di far ruotare la merce nel modo più veloce possibile, il che non è facile con un’azienda come la mia che distribuisce il meglio che c’è in Europa. Questo significa anticipare le richieste e anche molti soldi per avere lo stock necessario. Paradossalmente non è la vendita che porta via la maggior parte del tempo, ma la promozione, preparare i cataloghi e i listini, tenerli aggiornati, controllare i rifornimenti. Gli aggiornamenti ci arrivano direttamente dai produttori, che incontro alle convention, e alla fiera del giocattolo di Norimberga. Ma la giocoleria in Italia ancora non può far vivere da sola un negozio o un distributore, per cui col tempo ho inserito nel catalogo altri articoli che hanno a che fare con la manualità o con i giochi all’aperto, tra cui boomerang, frisbee, aquiloni, giochi d’aria e una vasta gamma di giocattoli e gadget del passato o del …futuro.

TENDENZE IN ITALIA
La crescita in questi ultimi anni è stata al raddoppio e la cosa che meglio promuove la giocoleria sono le convention. Agli spettacoli in piazza rimani spettatore ma le convention, dopo il primo giorno dove guardi meravigliato, diventano un corso intensivo di una settimana. Ho visto una crescita enorme e velocissima delle nuove generazioni di giocolieri, in rapporto ai “primi” giocolieri presenti in Italia. Una volta erano pochissimi, ma in due tre anni ho visto ragazzi diventare molto più bravi dei loro predecessori.
Nei materiali da sette anni a questa parte ci sono state innovazioni nell’uso dell’elettronica, nel contact, nel bouncing, nello swinging. In Italia, a parte le palline, una cosa che come per gli altri paesi latini funziona tanto è il fuoco, soprattutto le catene per lo swinging, che ora con il KiWido sono diventate ancora più accessibili e tollerate anche dai genitori più apprensivi. In genere gli attrezzi colorati si vendono di più, soprattutto per i principianti, mentre professionisti e gli artisti preferiscono il bianco. Ma c’è anche chi si costruisce attrezzi da solo e le richieste di kevlar sono enormi, un materiale che fino a 8 anni fa nemmeno si trovava in commercio.
Quello che sta cambiando è che prima c’era più vendita per corrispondenza mentre ora in ogni città importante puoi trovare un negozio dove poter vedere, provare gli attrezzi prima di acquistarli, e parallelamente i prezzi italiani si stanno allineando con quelli europei. Le maggiori diffidenze dei negozianti verso la giocoleria sono timore che non porti guadagno, che sia ristretta ad un gruppo limitato di persone, che sia difficile da proporre ai clienti. Ma quando trovi un negoziante che si appassiona e che gioca con gli attrezzi presto il suo negozio diventa un punto di riferimento per tutta la città. Lavoriamo molto per trovare negozi disposti a prendere questi attrezzi in zone dove i giocolieri sono costretti a fare lunghi viaggi per procurarseli e sono numerosi i negozi che con il nostro aiuto hanno visto incrementare le loro vendite o che hanno aperto l’attività partendo da zero ed ora si sono affermati sul mercato.

CONSIDERAZIONI
Con la giocoleria hai a che fare con un pubblico di tutte le tasche, e spesso sono proprio gli amici, con richieste di sconti impossibili a crearti problemi maggiori. Aiutiamo le associazioni che lavorano con i bambini o nel sociale ma non puoi andare oltre questo. Nell’ultimo anno si sono triplicate le scuole e gli insegnanti di educazione fisica che si rivolgono a noi per comprare gli attrezzi ed insegnare ai ragazzi, il che è un buon segno. Inoltre sono sempre di più le richieste che arrivano attraverso Internet, insieme a suggerimenti e richieste di consigli o di giocolieri per fare spettacoli o semplicemente per allenarsi. Credo molto nel futuro della giocoleria su internet, e per questo che stiamo rinnovando il sito, per portare questa meravigliosa disciplina in tutte le case.
Mi sarebbe piaciuto organizzare eventi di giocoleria, più che vendere e da quando ho cominciato l’attività commerciale, ho potuto dedicare poco tempo agli allenamenti. Ma non mi è mai passato per la testa di lasciare tutto, perché questo mondo mi piace ancora troppo per lasciarlo. Molti ci definiscono “giocattolai”, ma se in Italia non ci fosse stata in questi anni tutta una rete di distributori e negozi che li avesse reso disponibili gli attrezi, la diffusione della giocoleria sarebbe stata molto più lenta e circoscritta.
Tutti ridevano quando dicevo di vendere articoli per la giocoleria e gli stessi amici e parenti non avrebbero mai creduto che fosse possibile. Essere riuscito dal niente a costruire qualcosa in questo campo è per me una grande soddisfazione.