“Operazione Speciale”, “Il Giorno del Giudizio”, “I Carri di Gedeone”, “Inizio della Luce”… non sono titoli di romanzi d’appen¬dice, ma grotteschi paraventi alle agghiaccianti operazioni di morte e devastazione in Ucraina, al subdolo genocidio e alla deportazione di massa a Gaza. “Sentinella dell’Est” è la risposta della NATO. L’orrore della guerra dissimulato con citazioni bibliche. In questo scenario apocalittico, dove il diritto alla vita e alla pace viene negato quotidianamente, andiamo in stampa mentre la Global Sumud Flotilla veleggia nel Mediterraneo alla volta di Gaza, con l’intento di aprire un corridoio umanitario in uno scacchiere dove l’unica regola del gioco è la sopraffazione.
Riusciranno mai il Medioriente e l’Europa dell’Est, oggi martoriate terre di conquista, ad affermarsi come regioni dove la pace nutre l’incontro e lo scambio tra Oriente e Occidente?
“…The answer, my friend, is blowin' in the wind…”
Durante la ventennale guerra in Vietnam gli artisti crearono opere memorabili in segno di protesta, per toccare i cuori, per invocare un’alternativa alle logiche della distruzione. Fu anche da quei moti che nacquero i movimenti pacifisti e la rivendicazione dei diritti civili a cui tanto dobbiamo. Oggi tocca a noi prendere il testimone e nella comunità del circo si moltiplicano appelli e iniziative, invitando il pubblico a dare il proprio contributo. Mentre gli Imperi scrivono l’ennesima pagina buia della storia, la società civile evoca indignata la pace, alimenta un moto di solidarietà, esorta a porre fine al massacro.
“…Fermati Piero, fermati adesso. Lascia che il vento ti passi un po’ addosso…”
Nelle pagine di questo numero parliamo di arte, di scienza, di architettura, di scambi culturali, di cannoni che lanciano pacifici proiettili umani invece che ordigni mortali. Spuntiamo le armi dell’arte e dello spettacolo dal vivo, celebriamo il circo, gli scenari di bellezza e di inclusione che riesce a creare. Celebriamo il tempo sospeso della pace, che ci ha permesso di costruire una comunità forte, di godere del sostegno pubblico all’arte.
Siamo dei privilegiati, ma non accontentiamoci della festa, degli applausi, delle lusinghe, dei riconoscimenti. Portiamo in scena e nelle piazze un circo per la pace.
“…All we are saying is give peace a chance…”
Adolfo Rossomando
direttore editoriale Juggling Magazine